Esposizione radon prima condanna in Italia

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Esposizione da gas radon sui posti di lavoro:
prima condanna in Italia.

Nella relazione della commissione Parlamentare, per la prima volta si è  messo a fuoco le carenze nella sicurezza sui posti di lavoro dei militari, c’è un capitolo dedicato al caso radon nella base Nato del Monte Venda. Le indagini della Commissione hanno consentito di accertare che per decenni  personale militare e civile è stato esposto ad elevatissime concentrazioni di gas radon, un gas radioattivo noto per la sua cancerogenicità:  numerosi lavoratori dell’Amministrazione della Difesa sono stati colpiti in seguito da tumore polmonare.
È la prima sentenza che riconosce il nesso causale tra l’esposizione al gas e il tumore al polmone. Due anni per omicidio colposo all’ex direttore generale della Sanità militare, il Ministero è stato condannato a risarcire. Nella base Nato del Monte Venda si sono riscontrate concentrazioni di radon che superarono di decine, e in alcune postazioni anche di cento volte, gli attuali limiti di legge per i luoghi di lavoro.

Che cos’è il Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio/radio, elementi che sono presenti, in quantità variabile, ovunque nella crosta terrestre.
Il radon è un prodotto di decadimento radioattivo della catena dell’uranio, è un gas nobile prodotto dalla «disintegrazione radioattiva» del radio contenuto naturalmente nelle rocce.
Il radon fuoriesce dal terreno, dai materiali da costruzione e dall’acqua: se all’aperto si disperde in atmosfera, negli ambienti chiusi si può accumulare, raggiungendo concentrazioni elevate.
Il rischio di contrarre il tumore aumenta in proporzione con l’esposizione al gas.

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Radon nei luoghi di vita e di lavoro

Le principali fonti di inquinamento da radon all’interno degli ambienti confinati sono:

  • il suolo
  • l’acqua
  • i materiali da costruzione

Obbligo di valutare l’esposizione

Nel D.Lgs. 81/2008 l’art. 65 vieta di adibire al lavoro i locali chiusi sotterranei e semisotterranei e prevede la possibilità di deroga a tale divieto solo nei seguenti casi:

a) quando sussistano particolari esigenze tecniche;
b) quando vi sia espresso consenso dell’organo di vigilanza (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Aziende USL).

L’attuale normativa italiana (Decreto Legislativo 26/05/00, n. 241) ha stabilito una soglia per l’esposizione solo negli ambienti di lavoro, di 500 Becquerel per metro cubo.
Per quanto riguarda le abitazioni, invece, non esiste in Italia una normativa specifica, ma una raccomandazione della Comunità Europea  (Raccomandazione CEC 90/143) indica i valori di 400 e 200 Bequerel per metro cubo come livelli, rispettivamente per le abitazioni già esistenti e per quelle di nuova costruzione, oltre i quali si suggerisce di intraprendere azioni di rimedio.

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Nel mondo i limiti e i valori guida di riferimento sono i seguenti:
148 Bq/mc valore di soglia consigliato da EPA (Ente per la Protezione dell’Ambiente statunitense) oltre il quale eseguire un intervento di bonifica ambientale;
200 Bq/mc valore di soglia della Comunità Europea per le nuove costruzioni;
400 Bq/mc valore di soglia della Comunità Europea per le costruzioni esistenti oltre il quale eseguire interventi di bonifica ambientale;
500 Bq/ mc valore di soglia nei soli luoghi di lavoro (D.Lgs. 241 del 2000).
Superati tali valori è necessario provvedere ad opere di mitigazione e bonifica.

Valutazione preliminare:

  • costruzioni situate in regioni ad alto rischio per la natura geomorfologica del terreno;
  • edifici costruiti su terreni ricchi di tufo, pietre di origine vulcanica, o in aree limitrofe a vulcani attivi o spenti; o costruiti con tufo, pietre laviche o cementi pozzolanici o costruiti su fondamenta prive di vespaio areato;
  • locali interrati o seminterrati o non attrezzati con idonei impianti di ricambio dell’aria.

Il radon in Veneto

La Regione Veneto ha avviato, nel corso del tempo, numerose campagne di monitoraggio della concentrazione di gas radon presente nel territorio.
I monitoraggi effettuati, gli esiti degli stessi, e lo stato di avanzamento delle azioni di bonifica sono consultabili nel sito web di ARPAV all’indirizzo sotto riportato.
http:www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/radiazioni-ionizzanti/radon
Con il mese di aprile 2016 ARPAV ha eleborato l’aggiornamento della mappatura dei territori comunali del Veneto interessati dal fenomeno del gas radon, rispetto alla precedente mappatura recepita con DGR n° 79/2002.
E’ qui consultabile  l’ aggiornamento della mappatura delle aree ad elevato potenziale di radon nel territorio veneto.

Fonti:
– Regione Veneto
– ARPAV

 

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